Monastero della Castagnevizza - I Borbone Monastero della Castagnevizza - I Borbone

< INDIETRO

Monastero della Castagnevizza - I Borbone

A Palazzo Coronini, dalla sua camera da letto Carlo X poteva vedere, adagiato sulla collina del Rafut, il vicino monastero francescano della Castegnevizza, fondato nel XVII secolo da Matteo della Torre.

Il sovrano aveva espresso il desiderio di visitarlo, ma purtroppo lo raggiunse solo dopo la morte, quando la chiesa del monastero fu scelta come sede della sua sepoltura. Nei decenni successivi, sebbene dopo la metà del secolo la corte avesse lasciato Gorizia,  la Castagnevizza continuò a ospitare le tombe dei Borbone in esilio. Inizialmente le salme furono deposte nel sacello dei della Torre, dove furono seppelliti anche i duchi d'Angoulême e la nipote di Carlo X, Luisa Maria. Nel 1883, poco prima della sua morte, l’ultimo discendente della famiglia, Enrico V, conte di Chambord, fece costruire sotto l’altare maggiore della chiesa una nuova cripta in grado di ospitare anche la propria tomba e quella della moglie Maria Teresa. I sei sarcofagi, cinque in marmo e uno in metallo, sopravvissero agli eventi bellici che avevano ridotto in macerie la soprastante chiesa e nel 1917 e, in seguito all’intervento dell’imperatrice Zita, imparentata con i Borbone, furono trasferiti nell’interno dell’Austria. Dopo la guerra l’Italia ne chiese la restituzione, ma solo nel 1932 le salme dei Borbone tornarono a Gorizia, per essere nuovamente tumulate nella chiesa della Castegnevizza.